
UN "CIE DI FRONTIERA" - E' un centro di identificazione ed espulsione forse non molto conosciuto dal grande pubblico, ma sicuramente è uno dei nodi più delicati tra quelli che un tempo erano, semplicemente, "centri di prima accoglienza". Quello di Gorizia, per la precisione Gradisca d'Isonzo, nelle cronache locali compare però spesso, per le tensioni interne. In particolare varie organizzazioni, citiamo ad esempio in gruppo EveryOne,attivo sui diritti umani, racconta di forti proteste a settembre, per le coondizioni igieniche, logistiche e sociali del centro. Gli agenti, continuano gli attivisti, "avrebbero usato la forza per fatti minimi". Le dichiarazioni dei migranti rinchiusi, spesso fatte al telefonino in diretta e registrate, parlano di "situazione peggio di Guantanamo" VIDEO SHOCK - Il 20 settembre poi una rivolta, una tentata fuga, la reazione decisa delle forze dell'ordine per riportare la situazione sotto controllo. Reazione che spesso eccede, secondo le accuse. Una di queste passa attraverso un lungo video (inviato a YouReporter dall'utente Ignazio), che pare il montaggio di diverse fonti. Dapprima si vedono le evidenti conseguenze , sottolineate dal racconto dei feriti (uno in particolare), di quello che appare frutto di violente risse, o pestaggi, o collutazioni. Occhi pesti, fasciature, sangue dappertutto. Lividi allungati, tipici di manganellate. Chi è ripreso accusa senza mezzi termini la polizia. Impressionante l'immagine di un immigrato a terra <b>...</b>
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